(Comune di Serra, nei pressi di Sagunto,provincia di
Valencia, Spagna)
L’arcivescovo di Valencia,
Andres Albalat fondò nel 1272 questa terza certosa spagnola, con la totale
approvazione del re Jaime I. La costruzione del nuovo monastero, denominato
Porta Coeli, avvenne in un luogo isolato, su di una collina circondata da
imponenti montagne a venti chilometri a nordest di Valencia, dove una comunità
proveniente da Scala Dei cominciò la vita eremitica. Inizialmente vi furono
delle difficoltà per la realizzazione del convento, poiché sopraggiunse la morte
del fondatore e quella del monarca sostenitore della nuova fondazione, e ciò
comportò una drastica riduzione di risorse economiche. Poi successivamente, vi
furono nuovi benefattori che si mostrarono molto prodighi verso i certosini di
Porta Coeli, che dovranno comunque affrontare le difficoltà legate agli eventi
storici. Ciononostante, la fama di questa comunità si arricchirà, grazie alla
presenza di personaggi noti, come Dom Bonifacio Ferrer, fratello di San Vincenzo
e Dom Francesco Maresme che diventerà Generale dell’Ordine, ed unico spagnolo a
ricoprire questo prestigioso incarico. Un'altra figura importante fu Francesco
de Aranda, il quale già cavaliere aragonese di famiglia facoltosa, diventerà
converso certosino, egli impiegherà buona parte della sua dote per la
costruzione del chiostro grande, di sette nuove celle ma soprattutto
dell’acquedotto monumentale. Un ulteriore intervento di abbellimento avviene nel
XVIII secolo, quando la chiesa viene riccamente decorata assumendo l’aspetto che
conserva tuttora. Nel 1808 la certosa è soppressa dal regime napoleonico, per
poi essere riattivata nel 1814 ma dopo una lenta e difficile ripresa
dell’attività claustrale, i monaci subiscono una devastazione che porterà ad una
nuova soppressione avvenuta nel 1835. L’Ordine certosino riuscì nel 1880 a
recuperare altre certose ad eccezione di Porta Coeli, la quale fu riavviata alla
attività monastica solo nel 1943, è da allora che regna indisturbata la quiete
ed il silenzio.