Nel 1135 vi era stato un
tentativo da parte dei certosini di impiantarsi a Nantes, ma non vi fu un buon
esito. Nel 1439, il duca Arturo III di Bretagna, afflitto per non riuscire ad
assediare Meaux e liberare Parigi dall’assedio inglese, incontrò Dom Hervè
Dupont, priore della certosa parigina di Vauvert. Questi incoraggiò il duca
profetizzandogli un imminente successo bellico, per questo motivo Arturo III
volle sdebitarsi con il pio veggente, donando ai certosini un antica cappella,
che i monaci poterono poi trasformare in un convento adeguato alle proprie
esigenze.
A capo della nuova
fondazione fu messo Dom Hervè Dupont che diresse la comunità, il quale nel 1458,
alla morte del duca Arturo dispose di farlo seppellire nella chiesa della
certosa da lui fondata. Nei tre secoli successivi la vita monastica a Nantes fu
caratterizzata dalla pace e dalla tranquillità, condizioni ideali per la
meditazione ed il silenzio. Nel 1791 a seguito delle leggi rivoluzionarie, la
comunità fu dispersa e la struttura venduta e distrutta parzialmente.
Successivamente nel 1810 le religiose della Visitazione acquistarono alcuni
edifici per insediarvi un convento, che fu ampliato nel 1859, costruendo altri
ambienti al posto delle antiche celle certosine conferendo al monastero
l’aspetto attuale.